Marcos André Batista Santos, meglio noto come Vampeta (Nazaré das Farinhas, 13 marzo 1974)
Iniziamo subito a dire che il sopranome Vampeta deriva dall'unione tra le parole vampiro e capeta (diavolo) e già questo ci fa capire il personaggio di cui andremo a parlare in questa pagina, ma iniziamo dall inizio.
Vampeta inizia la sua carriera nel Vitoria Bahia dove colleziona 8 presenze nel 1993/94,viene ceduto in Europa, esattamente al PSV nel 1994, dove giocherà poco solo 3 spezzoni di partita, quindi viene mandato a farsi le ossa vista anche la sua giovane età, a soli 20 anni, viene mandato al Venlo squadra della serie b olandese dove colleziona nel 1995 7 presenze e segna 3 reti,e quindi per una sola stagione torna in patria, esattamente al Fluimense nel 1995/96 dove disputa un ottimo campionato con 23 partite e 2 gol.
Nel 1996 torna al PSV dove gioca anche un certo Luiz Nazario Da Lima più semplicemente Ronaldo,dove Vampeta resta due anni vincendo Scudetto e Supercoppa con 31 presenze e 2 reti.
Sembra finita qui la sua parentesi europea: nel 1998 torna in Brasile, al Corinthians, dove vince in tre anni un Campionato ed un Mondiale per Club. Nel frattempo, il nuovo allenatore della Nazionale verdeoro Luxemburgo decide di farne l’erede di Dunga. Gli effetti sono positivi: Vampeta dispensa giocate di ottimo livello, con prestazioni ottimali sul piano qualitativo e quantitativo. Si mettono quindi sulle sue tracce diverse squadre italiane, ed alla fine prevale l’Inter, che lo ingaggia per la “modica” cifra di 15 milioni di Dollari (oltre 30 miliardi di Lire). La squadra del Patron Moratti è appena stata eliminata dalla Champions League e sta cercando di riprendersi: Ronaldo (che già si trovava a Milano) si è ricordato dei bei tempi del PSV e ha avuto la brillante idea di chiamare l’amico Vampeta. Fu così che il centrocampista firmò un quadriennale: «Vampeta di entusiasmo» è il simpatico titolo che gli dedica la “Gazzetta dello Sport” il giorno della presentazione, il 5 Settembre 2000.
L'allora dg oriali disse:«E’ talmente bravo che la sua collocazione non e’ e non sara’ sicuramente un problema»(infatti la sua collocazione venne trovata come scalda panchina)
L’esordio è positivo: va in gol (anche se con l’evidente complicità di Peruzzi) all’esordio in Supercoppa Italiana contro la Lazio, dove l’Inter verrà sconfitta 4-3. Il brasiliano viene subito caricato di responsabilità da parte di tifosi e giornalisti, poiché vedono in lui l’uomo destinato a mettere ordine in una squadra confusa: niente di più sbagliato. In seguito alle dimissioni di Lippi arriva sulla panchina nerazzurra Tardelli che, da questo momento, non gli farà più vedere il terreno di gioco per un paio di mesi. A Novembre, dopo tanta tribuna, il centrocampista sbotta: «Nella mia carriera non ho mai vissuto momenti come questo. Sono stato eletto miglior giocatore del Brasile, sono titolare nella mia Nazionale, ma non gioco. Se non c’è spazio per me, preferisco andarmene». La squadra intanto sprofonda: i tifosi si chiedono se quello sbarcato a Milano non sia una controfigura del centrocampista ammirato con la maglia del Brasile.

Nessun commento:
Posta un commento