venerdì 22 marzo 2013

VAMPETA: Il modello degli uomini

                                                        VAMPETA: Il modello degli uomini
Marcos André Batista Santos, meglio noto come Vampeta (Nazaré das Farinhas13 marzo 1974)
Iniziamo subito a dire che il sopranome Vampeta deriva dall'unione tra le parole vampiro e capeta (diavolo) e già questo ci fa capire il personaggio di cui andremo a parlare in questa pagina, ma iniziamo dall inizio.
Vampeta inizia la sua carriera nel Vitoria Bahia dove colleziona 8 presenze nel 1993/94,viene ceduto in Europa, esattamente al PSV nel 1994, dove giocherà poco solo 3 spezzoni di partita, quindi viene mandato a farsi le ossa vista anche la sua giovane età, a soli 20 anni, viene mandato al Venlo squadra della serie b olandese dove colleziona nel 1995 7 presenze e segna 3 reti,e quindi per una sola stagione torna in patria, esattamente al Fluimense nel 1995/96 dove disputa un ottimo campionato con 23 partite e 2 gol.
Nel 1996 torna al PSV dove gioca anche un certo Luiz Nazario Da Lima più semplicemente Ronaldo,dove Vampeta resta due anni vincendo Scudetto e Supercoppa con 31 presenze e 2 reti.
Sembra finita qui la sua parentesi europea: nel 1998 torna in Brasile, al Corinthians, dove vince in tre anni un Campionato ed un Mondiale per Club. Nel frattempo, il nuovo allenatore della Nazionale verdeoro Luxemburgo decide di farne l’erede di Dunga. Gli effetti sono positivi: Vampeta dispensa giocate di ottimo livello, con prestazioni ottimali sul piano qualitativo e quantitativo. Si mettono quindi sulle sue tracce diverse squadre italiane, ed alla fine prevale l’Inter, che lo ingaggia per la “modica” cifra di 15 milioni di Dollari (oltre 30 miliardi di Lire). La squadra del Patron Moratti è appena stata eliminata dalla Champions League e sta cercando di riprendersi: Ronaldo (che già si trovava a Milano) si è ricordato dei bei tempi del PSV e ha avuto la brillante idea di chiamare l’amico Vampeta. Fu così che il centrocampista firmò un quadriennale: «Vampeta di entusiasmo» è il simpatico titolo che gli dedica la “Gazzetta dello Sport” il giorno della presentazione, il 5 Settembre 2000.
L'allora dg oriali disse:«E’ talmente bravo che la sua collocazione non e’ e non sara’ sicuramente un problema»(infatti la sua collocazione venne trovata come scalda panchina)
L’esordio è positivo: va in gol (anche se con l’evidente complicità di Peruzzi) all’esordio in Supercoppa Italiana contro la Lazio, dove l’Inter verrà sconfitta 4-3. Il brasiliano viene subito caricato di responsabilità da parte di tifosi e giornalisti, poiché vedono in lui l’uomo destinato a mettere ordine in una squadra confusa: niente di più sbagliato. In seguito alle dimissioni di Lippi arriva sulla panchina nerazzurra Tardelli che, da questo momento, non gli farà più vedere il terreno di gioco per un paio di mesi. A Novembre, dopo tanta tribuna, il centrocampista sbotta: «Nella mia carriera non ho mai vissuto momenti come questo. Sono stato eletto miglior giocatore del Brasile, sono titolare nella mia Nazionale, ma non gioco. Se non c’è spazio per me, preferisco andarmene». La squadra intanto sprofonda: i tifosi si chiedono se quello sbarcato a Milano non sia una controfigura del centrocampista ammirato con la maglia del Brasile.

Dopo appena 6 mesi in maglia nerazzurra e 8 sole presenze (di cui solo 1 campionato), Vampeta emigra: ad accoglierlo c’è il Paris Saint Germain, che lo preleva dando alla controparte Stephane Dalmat, talento votato alla discontinuità più assoluta. In terra francese, tuttavia, Vampeta non si rilancia, e la sua presunta resurrezione si rivela, in realtà, un’altra totale debacle.


Da lì in poi la carriera di Vampeta inizia a crollare vertiginosamente, tolta qualche buona apparizione nei campi di calcio brasiliani: lasciata Parigi, il ragazzo gioca, tra le altre squadre, per Corinthians, Vitoria ed addirittura Al Samiya, club iracheno: basti questo a fare capire quanto declinante sia, a quel punto, la situazione professionale di Vampeta.Che dopo aver lasciato l’Europa per far ritorno in Brasile, non fa altro che disprezzare Milano e Parigi, definite città fredde, cupe ed inadatte ad un brasiliano gioioso quale lui è, innamorato, ad esempio, della liberale Olanda, dove ci si può tranquillamente dare al sesso e alla droga senza problemi. Tra le tante frasi al veleno che il diretto interessato rilascia, ve n’è una indirizzata a Massimo Moratti, accusato di “non capire un accidente di calcio“.Quanto al prosieguo della sua carriera, cui sopra abbiamo accennato, fermiamoci un attimo al 2006, anno in cui è tesserato per il Goias. Alla fine di un allenamento con la compagine brasiliana, Vampeta litiga praticamente con tutti i compagni, e li insulta nei modi più svariati possibili, definendoli anche ‘Bambi’, dispregiativo che, nella lingua madre del giocatore, indica gli omosessuali. Storia curiosa, visto che lo stesso Vampeta, qualche tempo addietro, ha posato nudo per una rivista gay, rispondendo a chi gli chiedesse se fosse eterosessuale o meno, che il servizio in questione era stato fatto solo per soldi.Cosa faccia adesso Vampeta non lo sappiamo con certezza: le ultime notizie lo vorrebbero allenatore/giocatore del Gremio Osasco, squadra della terza divisione brasiliana, per un ingaggio pari a circa 400 euro mensili. Fine ingloriosa – direte voi – per uno che ha anche indossato 42 volte la maglia dellanazionale brasiliana, vincendo anche una Coppa America (1999) ed un Mondiale (2002).

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